Le 27 Doc, una in più rispetto allo scorso anno con il moscato di Terracina, e le 4 Igt del nostro territorio che sono prodotte da circa 200 aziende di cui 20 cantine sociali, crescono sul mercato nazionale e internazionale perché, oltre ad essere sinonimo di qualità, hanno un conveniente rapporto qualità prezzo. Un fatturato stimato intorno ai 10 milioni di euro. Dove oggi l’export rappresenta il 20% della produzione totale con un trend in aumento.
Un settore che trova un ulteriore trampolino di lancio nella nascita, promossa dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, del più grande polo vitivinicolo del centro sud d’Italia. Un’iniziativa avviata con la cessione dello stabilimento Arsial di Velletri alla cooperativa CO.PRO.VI, che da sola conta più di mille associati e un fatturato annuo di 20 milioni di euro, di cui più di del 30% con l’estero. E un finanziamento di oltre 1 milione e 800 mila euro alla cantina sociale di Monteporzio Catone per sviluppare la produzione e acquistare nuovi impianti di lavorazione. Una politica di sistema che ha portato anche all’istituzione del Distretto agroalimentare di qualità dei Castelli Romani e Prenestini, il cui territorio vanta più di un quinto del potenziale viticolo regionale.
Ma la produzione di vino nel Lazio non è solo business, è anche solidarietà con il progetto della Comunità di S. Egidio “Wine and Food for Life”: un bollino per ogni bottiglia che significa un contributo economico per combattere malnutrizione e AIDS in Africa.
Il Lazio è anche ricco di vitigni autoctoni su cui si è ricominciato a lavorare con progetti seri, consapevoli che le biodiversità sono delle ricchezze fondamentali da valorizzare sia qualitativamente che economicamente.
La presenza delle aziende laziali al Vinitaly è curata da dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio dove il Vinitaly rappresenta il più importante capitolo d’investimento economico. E da ARSIAL, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura nel Lazio.
Al Vinitaly 2008 “vogliamo dare seguito al lavoro iniziato quasi tre anni fa per rilanciare l’immagine e la commercializzazione dei nostri vini - prosegue Massimo Pallottini, commissario straordinario Arsial - e dimostrare nuovamente l’importanza del settore come elemento trainante dell’agricoltura. Un lavoro capillare a conferma della vitalità e potenzialità dei produttori e dei loro territori”.
Molte le iniziative che contraddistinguono il Lazio in questo Vinitaly 2008: un omaggio alle etichette con un Catalogo dedicato alle aziende produttrici. L’etichetta rappresenta, infatti, non solo la creatività del design. Ma la capacità di racchiudere e comunicare il mondo del vino dentro la bottiglia. In un piccolo spazio si possono raccontare storia e cultura del territorio, sensazioni e qualità organolettiche, catturando lo sguardo per promettere l’emozione dell’assaggio.
Ma l’assaggio è degustare: due sale per le degustazioni guidate dai maggiori opinion leader nazionali dell’enogastronomia; un ampio spazio wine bar per quelle libere e per i cocktail con i prodotti laziali. Uno stand per le Strade del Vino, la carta d’identità dei nostri vini per conoscere ed orientarsi nella cultura enogastronomica regionale.
Un programma ricco di appuntamenti per promuovere il patrimonio enologico con dibattiti e convegni che accompagneranno la kermesse veronese, insieme agli incontri con i buyers italiani e stranieri affiancati da personale qualificato del settore.